mercoledì 24 marzo 2021
giovedì 18 febbraio 2021
martedì 9 febbraio 2021
sabato 30 gennaio 2021
giovedì 21 gennaio 2021
giovedì 31 dicembre 2020
Proprietà del ginseng
*** Il ginseng e l’antica medicina cinese ***
Il paziente di un vecchio medico di medicina cinese una volta gli disse che l’antica medicina cinese non poteva tenere il passo dei moderni rimedi erboristici. Eppure alcuni rimedi moderni contengono decine di ingredienti, mentre molte ricette della medicina cinese, come il ginseng, hanno un singolo ingrediente.
Un’altra storia aiuta a rispondere e a chiarire questa questione. Un traduttore che aveva fatto traduzioni orali per molto anni si sentiva senza energia e spesso molto debole, al punto da avere difficoltà a parlare. Aveva preso molte medicine senza vedere alcun miglioramento. Poi, andò da un medico di medicina cinese che gli disse di tenere in bocca un pezzo di ginseng. Lo fece e i suoi sintomi scomparvero.
Perchè rimedi che contengono molti ingredienti non sono in grado di essere tanto efficaci quanto un singolo pezzo di ginseng?
La scienza moderna può analizzare gli ingredienti usati nella medicina cinese, ma non può raggiungere la sua vera essenza. L’essenza della medicina cinese si riferisce alla natura di yin e yang (freddo, fresco, tiepido, caldo) e ai suoi gusti (dolce, speziato, salato, acido o amaro). Ogni gusto può essere ulteriormente diviso in base alla sua natura e funzionalità. Ad esempio, un gusto dolce può migliorare la circolazione sanguigna e può migliorare l’energia vitale.
Secondo il Classico delle Erbe, attribuito all’imperatore mitologico Shen Nong, il ginseng è “Dolce e leggermente freddo. Specialmente buono per gli organi vitali".
La natura del ginseng ha a che fare con l’ambiente in cui cresce. Il ginseng selvatico generalmente cresce sui pendii delle montagne ad un’altezza attorno ai 500-1100 metri. Generalmente cresce nei Monti Changbai e nei Monti Xiaoxinganling nel nord est della Cina.
Il carattere cinese per “montagna” viene dal segno “gen” negli Otti Trigrammi. Gli Otti Trigrammi sono una serie di otto simboli che aiutano a spiegare le interrelazioni tra tutte le cose. Questo segno “gen” posside più yin che yang e corrisponde alla natura fredda e nebbiosa della montagna.
Perciò il ginseng ha una natura leggermente fredda. Ma il ginseng cresce nella parte in pendenza della montagna, che è la parte yang, così il ginseng ha una natura leggermente yang. Inoltre il segno “gen” appartiene all’elemento “Terra” che è leggermente dolce, e così il ginseng è leggermente nel lato yang del dolce.
Tra i nostri organi, milza e stomaco appartengono all’elemento Terra, che secondo la medicina cinese è la radice dell’energia. Perciò, il lato yang della dolcezza nel ginseng può fortificare lo yang di milza e stomaco, inviando in questo modo energia all’intero corpo.
Questo è il motivo per cui gli altri rimedi non possono superare gli effetti curativi del ginseng. Ma naturalmente, ad un livello più profondo, gli antichi cinesi credevano che il ginseng e altri elementi della medicina cinese sono efficaci perchè sono stati insegnati agli umani dagli dèi.
martedì 15 dicembre 2020
mercoledì 25 novembre 2020
Marmellata di sorbo
La deliziosa marmellata di sorbo, con mela e noci: ecco come si fa. Una ricetta russa
Raccogliete le bacche del sorbo dall’albero. Scegliete solo le bacche senza punti neri, lucide e di un bel colore arancione. Ripulitele con attenzione da gambi e peduncoli.
Lavatele bene, mettetele nell’acqua di una pentola (meglio una smaltata di ghisa) e fatele bollire per qualche tempo. Poi, lasciatele per un po’ nell’acqua calda, versate l’acqua e fatele asciugare sul tavolo. Il gusto naturale del sorbo è molto amaro e l’acqua bollente ne diminuisce l’amarezza.
Preparate dello sciroppo di zucchero (io prendo quello di canna bio) e fate lo sciroppo secondo il vostro gusto, più o meno denso.
Mettete le bacche asciutte nello sciroppo bollente, aggiungete pezzettini di mela e delle noci a volontà. Volendo si può aggiungere anche cannella o chiodi di garofano. Fate bollire il tutto per mezz'ora o un’ora (a seconda del gusto) a fuoco prima forte e, dopo aver raggiunto l’ebollizione, a fuoco lento. Lasciatela raffreddare un po’, poi mettete la marmellata in barattoli sterilizzati. Conservate nel frigo.
Ogni giorno il gusto diventa più delizioso e irresistibile. Il gusto è dolce/amaro, assomiglia un po’ alle arance amare ma è un’altra cosa.
Sorprendete la vostra famiglia!
Testo e ricetta di Olga V. Petukhova
In Trentino distillano la grappa dalle bacche.
domenica 15 novembre 2020
Le medicine di una volta
LE MEDICINE DI UNA VOLTA
La conoscenza dei valori terapeutici delle piante è sempre stata una necessità e questa veniva tramandata da padre in figlio fin quando la chimica farmaceutica ha iniziato a riempirci di pillole (qualche volta necessarie) e unguenti. Per il raffreddore di un bambino si cucinava un mela, la polpa poi la si mescolava con poco di mandorla e la si dava da mangiare con un cucchiaino. Anche “el vin fat boier coe scorze de pon e limon, dopo te ghe dea fogo par brusar l’alcol e teo bevea caldo” (Far bollire del vino con alcune buccie di mela e limone, poi si dava fuoco per bruciare l’alcol e lo si beveva caldo), “Un pon al dì, leva el medico d’intorno” (Una mela al giorno, tiene il medico lontano). Per guarire dalle infiammazioni dovute da spine o schegge di legno si usava la resina di pino (ha un potere battericida, e una sua componente, la trementina, è emostatica). La infusione alcolica del ginepro è ottima per le vie respiratorie e urinarie. Anche la ruta ha notevoli validità terapeutiche, combatte le vertigini, le palpitazioni di cuore, i dolori intestinali e la debolezza fisica. La salvia, come la cenere e le ragnatele, erano usate per curare ferite e piaghe. “Le broche de garofano” (chiodi di garofano) servivano anche come anestetico delle carie dentarie o per rimediare l’alito cattivo. Le foglie del “pan de Kuko” (Primavera dal lat. Primula veris L.) le si mettono con il rovescio sulla ferita che ha il pus che non esce e si fascia, in poco tempo queste lo tolgono, è anche depurativa e sedativi della tosse. L’applicazione locale di foglie di piantaggine (plantèi) per le contusioni , una volta si adoperavano queste foglie anche per le mucche quando si infortunavano, aggiungo le foglie di verza bollite e messe come impacco antidolorifico... mettere sulla gamba queste foglie che poi si umidivano e toglievano il dolore e l'infiammazione a chi soffriva di sciatica e ...l'aglio per i vermi....e tante altre e siamo qui a raccontarle. Tutti questi rimedi derivavano da esperienze che i nostri antenati avevano fatto sulla propria pelle e sopratutto per una poca fiducia verso i medici: “Chi vol star san, dai dotori stae lontan” (Chi vuole stare sano, dai dottori stia lontano) e per finire “Intant che ‘l dotor pensa, l’amalà crepa” (Nel frattempo che il dottore pensa, l’ammalato muore).Lino Pizzol

